Il pensiero complesso nell’Organizzazione:<i> opportunità per governare il cambiamento</i>
Modalità di erogazione
Outdoor

Codice
CPE 998
Livello
 
 
 
Sede e Data  L'Aquila, 10-12 ottobre 2005
Struttura  1 Modulo/3 gg.
Quota  € 1.400,00 +IVA
Docente  G. F. Palumbo; F. Marraffa
Lingua  italiano
Coordinamento Didattico  S. Venettoni


Il cambiamento è divenuto, oramai, un parametro fondamentale con il quale ogni soggetto lavorativo deve misurarsi e, per governarlo e affrontare la nuova realtà organizzativa, si deve poter far ricorso al cosiddetto “Pensiero Complesso”: un modo di pensare flessibile, articolato ed aperto.

Metodologia didattica
La metodologia adottata è di tipo interattivo e prevede esercitazioni, role-play, simulazioni, spazi esperienziali nonché attività outdoor e di Tiro con l'Arco. Si consiglia abbigliamento e scarpe per attività outdoor in situazioni meteo non favorevoli.

Destinatari
Dirigenti, Quadri e Professional coinvolti a vario titolo nella gestione della complessità, in scenari incerti.

Prerequisiti
Conoscenze base delle tematiche manageriali.

Risultati attesi
-Saper analizzare il contesto esterno e interno dell’azienda.
-Comprendere motivi e dinamiche che favoriscono o rallentano il cambiamento
-Acquisire consapevolezza del proprio stile di analisi, giudizio, elaborazione delle informazioni e assunzione di responsabilità per decisioni complesse

 

Personal Capabilities

Il pensiero complesso nell’Organizzazione: opportunità per governare il cambiamento

 

Programma

Lettura e percezione della realtà
-Costrutto mentale, culturale e sociale
-Superamento dei confini della semplificazione e della visione individuale parziale



Il “Pensiero Complesso”
-Pensiero deterministico lineare
-Pensiero dialogico



Implementare il “Pensiero Complesso”
-Vissuto organizzativo, individuale e gruppale


Il “Governo del Cambiamento” nella cultura aziendale
-Affrontare i processi di trasformazione organizzativa
-Crisi, resistenze, opportunità e gestione



Progetto organizzativo e progetto individuale
-Le relazioni come luogo di costruzione di conoscenza aziendale
-Monitorare l’autoefficacia personale