Home
| |       |     |
 
         
Infotainment  
 
News
Libri
G@llery
Gaming
Materiali di studio
Link utili

 

 
 
Narrare di tutti i qualcuno di cui portiamo traccia*
Un racconto di formazione di Nerina Garofalo
Il libro “Identità e alterità: la formazione nel cambiamento” scritto da Massimo Daviddi, Giovanna Cervini e Laura Zorzan per Franco Angeli, testimonia di come un testo nato sulla ricostruzione di una esperienza di formazione possa essere e diventare un lungo racconto, a tratti quasi un cahier intime. Nato per narrare l’esperienza fatta dagli autori a Chiasso nella progettazione e nello sviluppo di un intervento di formazione costruito per esplicitare, facilitare e migliorare la multiculturalità dei vissuti della cittadina di confine, si trasforma, grazie all’approccio poetico
proposto dal team di formatori, in un testo di riflessione che palesa e ricostruisce sia la traccia sociale e sociologica dell’intervento, sia i vissuti delle persone che lo hanno abitato.
In questo senso, portando su di sé lo sguardo, gli interrogativi, il corpo e gli umori, diventa in senso pieno “racconto”. Il cammino tracciato parte da una ricerca svolta in ambito universitario denominata “Chiasso, culture in movimento: forme di convivenza multietnica e multiculturale”. Dalla ricerca, e dall’affiancamento alla volontà dell’Amministrazione Comunale di Chiasso di accompagnare nella promozione delle iniziative locali quelli che Daviddi individua come “interessi di crescita culturale, miglioramento professionale, consapevolezza e azione formativa” (pag. 17), prende le mosse una serie di azioni che vanno a interagire con la popolazione migrante che dimora nel tessuto sociale di Chiasso e con la popolazione degli operatori dei servizi sociali. Sul finire del 2002, comincia a delinearsi un percorso che, prese le mosse dalla ricerca sull’identità multietnica della cittadina, si interroga su pratiche di ascolto e di miglioramento che possano segnarne il vissuto. Nasce così un itinerario che tocca almeno tre versanti di intervento: la formazione linguistica di base, offerta come risorsa primaria di incontro e comunicazione ai dimoranti; un laboratorio di ascolto degli operatori dei servizi sociali, per comprenderne vissuti e pregiudizi, e focalizzato sulla costruzione proattiva di una carta dei servizi; una serie di iniziative di comunicazione visiva che mappano la città sulla città nei luoghi di coagulo di relazione, ad esempio la stazione cittadina, utilizzando una prospettiva multietnica di rappresentazione. Chiasso è l’incrocio, come attesta la ricerca, di almeno 50 etnie e culture (pag. 28). In questo lembo fra Svizzera e Italia, “il transito ripete le sue condizioni”(pag. 31). Ma al di là della ricostruzione dell’esperienza di formazione/intervento, che pure appare ricca di sperimentazioni interessanti e, come nei casi migliori, nata e cresciuta sul bisogno e sull’identità territoriale su cui è andata a intervenire, il libro ha una sua particolare valenza nel proporsi come strumento di lavoro per i formatori e come risorsa per i suoi lettori, andando a testimoniare di due funzioni: la prima, essendo il libro lo spunto per tracciare quello che all’inizio definivamo come cahier intime, ovvero come diario dell’esperienza, là dove il diario svolge quella funzione di annotazione dei vissuti, di ricostruzione dei nodi, di disvelamento delle emozioni e delle aree critiche del vissuto; la seconda diventando il libro un racconto, in senso letterario, ovvero la restituzione all’altro del mondo descritto dopo l’esperienza e la percezione, e dopo la fantasticheria, quel mondo che il formatore/autore si propone di conservare, proteggere e salvare nella memoria della narrazione.


  pag.1
 
 
NOTE LEGALI       WEBSITE INFO