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Andavo lentamente lungo la curva del golfo. Avevo sbagliato libro e il costume mi stringeva fastidiosamente sotto il seno. Con l’ammirevole pigrizia del leone ero uscita dall’ombra per sfidare il fuoco. Con le dovute precauzioni, il blu, per me, è irresistibile.
Mi piace lasciare le tracce dei miei piedi sulla sabbia. Passo dopo passo si compone un bouquet di brividi che corrono fulminei fino alla nuca.
Cercavo bastoni consumati dal mondo per farne una cornice. Pensavo a quella stampa che volevo mettere in soggiorno, quella di un quadro genialmente colmo di infantile irriverenza.
Camminavo in mezzo, proprio dove il mare va a baciare la terra. Su un lato panneggi dorati modellati dal vento. Sparsi con sapienza, brevi cenni di ricamo verde salvia. Sull’altro un orizzonte blu che andava lontano qualunque fosse la direzione dello sguardo. Davanti una montagna ricoperta di un muschio fitto di alberi. Alle spalle arrivò un aereo. Sparse su tutto volantini che annunciavano saldi.
Donatella Mecchia
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