Itinerario Francescano

 

 

Sul cammino di San Francesco

Usciti dall’autostrada del sole alla volta di Siena, il percorso naturale per i viaggiatori in auto attraversa le campagne toscane per una quarantina di chilometri, passando per Rapolano Terme. Il fatto che questo centro si trovi a metà del percorso non è l’unico motivo per una sosta: ci troviamo infatti proprio nelle campagne che furono battute da San Francesco e dai suoi compagni, che della povertà avevano fatto la loro scelta di vita, alla ricerca di una nuova forma di purezza spirituale.

Immerso nella natura e nel silenzio delle colline senesi, il viaggiatore trova un punto di partenza ideale per rivivere il clima e la bellezza dei luoghi proprio in Rapolano. Dal piccolo comune si può partire verso percorsi solitari e inediti che aiutano a ritrovare la serenità con la quale il Santo dei poveri trasmetteva il suo messaggio di spiritualità. Proprio in questo territorio è possibile riscoprire le tracce del primo diffondersi del movimento francescano dall’Umbria alla Toscana. Questi territori ospitarono i primi insediamenti nati a seguito dell’emanazione, nel 1240, della bolla papale di Gregorio IX che impose ai francescani di divenire stanziali.

Questi insediamenti si caratterizzano per la costante presenza di simboli e richiami cristologici, coerentemente con l’icona di Francesco quale nuovo Cristo. Un primo elemento è la caratteristica pianta a “Tau”, simbolo che evoca direttamente lo stesso Francesco, che lo usava come sua firma. Il Tau ricorda inoltre quella che secondo Francesco era la vera forma della croce di Cristo ed è anche il segno del Dio vivente citato dalle sacre scritture; la stessa pianta della chiesa madre di Assisi ne riproduce la forma. Il Tau richiama anche il tema del martirio, che ricorre sotto varie forme nelle chiese francescane.



Queste chiese sono improntate ad un’estrema sobrietà che si riscontra nella semplicità della facciata, che richiama la forma di una capanna, e nella struttura interna sempre a navata unica, per favorire la raccolta di gruppi numerosi di fedeli per le predicazioni. Associato alla chiesa il convento era il luogo in cui i francescani vivevano e dove praticavano la loro opera di assistenza, che favoriva lo sviluppo di nuovi centri urbani.

Il visitatore più attento ed interessato alla riscoperta di queste tracce può uscire dai percorsi più battuti per aggirarsi curiosando tra i campi profumati che hanno reso famosa nel mondo la Toscana. A questo tipo di visitatore il territorio di Rapolano offre la possibilità di alloggiare anche in strutture immerse tra le sue colline e fuori dal centro urbano, che grazie alla loro semplicità predispongono ad apprezzare i modi di vita delle comunità di allora. E’ quindi ancora il sentiero laterale quello da preferire, alla luce di un riconquistato senso di contatto e di simbiosi con la natura che nel francescanesimo non può essere scisso dalla professione di umiltà e povertà.

In questi percorsi ci attendono sorprese gradevoli. Interessante è una sosta ad Asciano: in questa località, seguendo un percorso ideale verso il punto più alto del centro, in cima a via San Francesco incontriamo una struttura conventuale che riproduce i primi insediamenti stanziali. Il cortile sotto al campanile ci fa rivivere la vita del borgo, riunito attorno alle predicazioni di povertà ai piedi della chiesa, dalla struttura umile ed essenziale.

Nei dintorni è consigliabile una tappa a Lucignano. Passeggiando sotto le mura che riportano gli stemmi dei Medici e dei Piccolomini, dopo essersi addentrati nel centro medievale, ci appare la chiesa di San Francesco, con la inconfondibile bicromia moresca della facciata e la tipica pianta a Tau. Notevole l’affresco “Il Trionfo della morte” di Bartolo di Fredi, realizzato intorno al 1330, e “Le stimmate di San Francesco”, attribuito a Taddeo di Bartolo.

Naturale approdo di questo percorso è la basilica di San Francesco a Siena. Rispetto alle chiese precedentemente visitate ci colpisce la sua struttura imponente, dove, pur nella ricorrente semplicità della facciata a capanna e dell’aula unica, sono presenti elementi gotici quali l’altezza e gli archetti ogivali sul portale e sulle bifore laterali. All’interno sono evidenti anche altri fattori, tipicamente senesi, quali la bicromia delle mura interne e la presenza delle bandiere delle contrade. Citiamo infine alcuni pregevoli affreschi, tra i quali “Il martirio dei primi cinque frati francescani” di Ambrogio Lorenzetti e la “Crocifissione” di Pietro Lorenzetti.



Tutti i caratteri comuni finora riscontrati in questo cammino si riassumono qui in maniera grandiosa.


 

 

 

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