Itinerario delle Basiliche

 

 

Itinerario delle Basiliche: diversamente Siena

Adesso chiudete gli occhi e fate con noi un magico un salto nel tempo ...

Siamo all’epilogo del Medioevo. State per Iniziare un meraviglioso viaggio nell’epoca che segna la nascita dei comuni. Finalmente dopo un periodo di “buio” e di tenebre dell’anima l’uomo prova a far risplendere la propria essenza spirituale . Il temutissimo appuntamento con l’anno Mille è alle spalle. L’uomo si risveglia, anzi sogna , sente il bisogno di trovare una nuova luce che lo guidi alla ricerca dei valori dell’anima. Nasce nell’uomo una nuova consapevolezza che lo porta alla riscoperta della natura e degli elementi che lo circondano. Tutto si fonde, l’armonia ritrovata e la forza che ne deriva danno nuova linfa all’esistenza stessa. Ogni gesto più semplice prende valore. L’uomo incontra l’uomo. L’uomo si avvicina all’uomo.

C’è una nuova consapevolezza che spinge l’uomo alla necessità di confrontarsi e di condividere la propria esperienza all’interno della comunità e del territorio. Da qui la necessita di creare punti di aggregazione dove mettere a fattor comune il pensiero, il lavoro, l’arte, i valori del popolo, tensioni politiche, la spiritualità. Attraverso la spinta verso l’innovazione e la conseguente forte etica del lavoro nascono i comuni e con essi l’espressione più alta di quel periodo, ovvero il “tesoro” di quegli anni: le Basiliche.

Per riscoprire l’archetipo dell’architettura religiosa dell’epoca bisogna arrivare ad Asciano a pochi Km dal più comune di Rapolano Terme noto per le acque termali delle sue fonti. Il paese si raggiunge attraversando la regione naturale delle Crete d’Asciano: un paesaggio che trasmuta il suo volto nell’alterna vicenda delle stagioni a causa di incessanti fenomeni erosivi. Sono panorami che hanno ispirato gli sfondi delle tavole e degli affreschi tra i più prestigiosi pittori senesi del Quattrocento. La sequenza delle immagini alterna la vegetazione con casolari sparsi, i boschetti di querce con i castelli medievali, le selve con lo splendore di cappelle e chiese.

Asciano è immerso nel verde, nel cuore delle crete senesi. Il paese digrada su di uno sperone ed il suo centro storico è valorizzato da una preziosa testimonianza: la Basilica di Sant’Agata. La chiesa fu eretta molto prima del Mille, quando il fonte battesimale risalente all’epoca longobarda apparteneva alla pieve di Sant’Ippolito. Venne dapprima intitolata all’apostolo Sant’Andrea. Successivamente, la tradizione (provate a parlarne con i “vecchi” del paese) vuole che un sacerdote implorando l’intercessione della Santa catanese avesse gettato una reliquia di Sant’Agata sul focolaio di un incendio che minacciava di distruggere Asciano. L’incendio secondo quanto tramandato immediatamente si estinse.

La Basilica, avente la singolare forma esterna ottagonale è impostata all’interno su quattro pilastri e raccordata ad una pianta quadrata mediante altrettante rastremature. Il coronamento è sicuramente di epoca posteriore. La diversità del colore delle pietre usate nella struttura della calotta evidenzia che la cupola abbia avuto un precedente tetto ad otto falde. Il primitivo impianto dell’abside e della crociera risale all’epoca bizantina. Nel XIII secolo venne innalzato il campanile merlato, a fianco del primitivo tempio. Nel secolo successivo venne edificata l’unica navata prolungando un braccio dell’antica pianta a croce greca. La facciata, incorniciata da archi slanciati, fa da quinta ad una larga scalinata di travertino bianco.

Durante il tragitto da Asciano a Trequanda si ammirano paesaggi immersi nei colori e nei profumi della natura che anticipano gli elementi decorativi e cromatici della Basilica di SS. Pietro e Andrea. Descrivere questo percorso è commettere un peccato di presunzione. La bellezza di ciò che vi circonda solo il silenzio può rappresentarla. Noi ci limitiamo soltanto a darvi un consiglio fermatevi.

Nel cuore del centro storico di Trequanda vi imbatterete nella Chiesa SS. Pietro e Andrea. La chiesa, dedicata ai Beati Apostoli Pietro e Andrea, fu eretta nel 1227 per volere del cardinale Giovanni Gaetano Orsini, legato apostolica del Papa Giovanni XXII. La facciata presenta uno stile gotico-romanico, è costituita con alternanza di pietre chiare e scure in modo da formare dei motivi simili ad una scacchiera. Al centro si trova un grande rosone con vetrata a mosaico che riproduce il volto della Beata Bonizzella. La pianta della Basilica è a croce latina, il cui braccio principale che era coperto a tetto sostenuto da quattro cerchi a sesto acuto fu messo a volta nel 1875; gli altri tre bracci sono coperti con volte a crociera. La chiesa è alta 12 metri circa. Superando la porta principale d’ingresso con arco murato, si possono ammirare diverse tele dipinte ad olio appartenenti alla scuola senese. Emerge in particolare un affresco che rappresenta l’ascensione, con figure di dimensioni quasi reali centinate a semicerchio nella parte superiore attribuito a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (1477-1549) che rappresenta Gesù sostenuto da due angeli che ascende al cielo tra le nubi.

Di particolare interesse appare un gruppo di terracotta, a grandezza naturale, raffigurante la “Madonna con il bambino” dipinte a fresco e risalente al XV secolo ed attribuito ad Andrea Sansovino. All’uscita, a pochi metri di distanza (il profumo vi pervaderà), vi attende il famoso forno nonché pasticceria della famiglia Mancini, andateci ed assaporate i buonissimi grissini di pizza, ne vale veramente la pena.

Il percorso si conclude idealmente a Siena dove i caratteri della comunità sono espressi in maniera straordinaria nella Cattedrale dell’Assunta. Tra i tanti capolavori che potrete scoprire al suo interno c’è un particolare che esprime questo aspetto in maniera straordinaria, il “pavimento”. Composto di 56 riquadri in marmo realizzati da insigni artisti tra i quali Pinturicchio, Domenico Beccafumi, Matteo Di Giovanni a partire dal 1326 fino al 1520. Quest’opera unica nella storia dell’arte racconta attraverso allegorie, storie e simboli la vita comunitaria del comune.

Pensare che questo itinerario possa soddisfare solo la vostra vista è un imperdonabile errore, la generosità delle terre senesi vi darà anche la possibilità di assaporare specialità eno-gastronomiche che soddisferanno i palati più esigenti. Non esitate, aprite il vostro cuore (e non solo) a questa magica esperienza, ne sarete ripagati ed il ricordo di questo itinerario sarà il vostro più prezioso ed intimo tesoro.



 

 

 

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